10 cose da sapere sui prestiti


  1. Cos’è un prestito personale?
  2. Chi può ottenere un prestito personale?
  3. Quando viene rifiutato un prestito personale?
  4. Prima di richiedere un finanziamento?
  5. Cosa contiene il contratto di prestito personale?
  6. Il T.A.E.G.?
  7. E se non si pagano una o più rate?
  8. Il recesso dal contratto di prestito personale al consumo.
  9. L’estinzione anticipata di un prestito personale.
  10. Esiste la possibilità di tutelarsi contro l’impossibilità di pagare le rate?

1. Cos’è un prestito personale?

Il prestito personale è un contratto di finanziamento, attraverso il quale un intermediario finanziario specializzato (Banca, Finanziaria), concede ad un soggetto una somma di denaro, e questi si impegna a restituirla a rate in un arco di tempo predeterminato, maggiorata degli interessi dei costi e degli oneri. Il prestito personale è un prestito non finalizzato, cioè non vincolato all’acquisto di uno specifico bene o servizio.

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2. Chi può ottenere un prestito personale?

I criteri adottati per la concessione di un prestito personale, possono variare sensibilmente da un Istituto finanziario all’altro, pur rimanendo all’interno delle direttive generali stabilite da Banca d’Italia. Generalmente il prestito personale viene concesso ad un soggetto che riesca a dimostrare la sua capacità di rimborso mediante apposita documentazione (busta paga, cedolino pensione, dichiarazione dei redditi) o mediante la concessione di garanzia personale di un terzo che si impegna al rimborso del prestito in caso di inadempimento. Anche il terzo garante deve dare dimostrazione della sua capacità di rimborso mediante documentazione.

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3. Quando viene rifiutato un prestito personale?

La concessione di un prestito personale viene rifiutata quando la capacità di rimborso del richiedente risulta insufficiente. Di solito si considera che se la rata del prestito da sola o insieme ad altri prestiti già in essere, superano un terzo del reddito percepito dal richiedente, il finanziamento viene rifiutato. La concessione del prestito può essere rifiutata anche in presenza di protesti del richiedente o di informazioni negative su mancati pagamenti relativi a prestiti precedenti, risultanti dalle banche dati pubbliche o private consultabili dagli Istituti eroganti.

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4. Prima di richiedere un finanziamento?

Prima di richiedere un finanziamento è necessario prendere visione di tutte le clausole contrattuali al fine di  operare una scelta conveniente e consapevole. A tal proposito la Banca ha l’obbligo di consegnare le ‘Informazioni europee di base sul credito al consumo che contiene tutte le condizioni applicate in quel momento al cliente, utili a valutare la convenienza del prestito.

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5. Cosa contiene il contratto di prestito personale?

Il contratto di prestito personale deve essere stipulato in forma scritta e contenere:

  • la somma e delle modalità di erogazione;
  • il tasso di interesse applicato;
  • il T.A.E.G.;
  • le modalità di variazione del contratto (costi e commissioni);
  • tutti i costi da sostenere (spese di istruttoria e oneri accessori quali spese di invio rendiconto periodico, eventuali spese di assicurazione e costi relativi al ritardo nei pagamenti);
  • l’ammontare delle rate e la loro scadenza;
  • l’indicazione delle eventuali garanzie ed assicurazioni richieste.

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6. Il T.A.E.G.?

Il T.A.E.G. - Tasso Annuo Effettivo Globale – rappresenta il costo effettivo del prestito in termini percentuali. Include quindi non solo gli interessi, ma anche altri costi e oneri accessori. Questo indicatore di costo, rappresenta un elemento molto importante per effettuare una valutazione della convenienza di un prestito rispetto ad un altro.

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7. E se non si pagano una o più rate?

Nel caso di un ritardo nel pagamento di una o più rate o addirittura nel loro mancato pagamento, al debitore vengono conteggiati gli interessi di mora stabiliti in via contrattuale e viene effettuata una segnalazione negativa agli enti di tutela del credito (centrale rischi, banche dati). Questa segnalazione compromette la reputazione creditizia del cliente e può pregiudicare le capacità di accesso al credito in futuro.

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8. Il recesso dal contratto di prestito personale al consumo.

Il richiedente un prestito personale ha diritto di rinunciarvi entro 14 giorni dalla conclusione del contratto senza costi e senza obbligo di fornire spiegazioni. Se il contratto ha avuto, anche parzialmente, esecuzione, il cliente che intende recedere avrà 30 giorni di tempo per rimborsare il capitale, gli interessi maturati e i costi sostenuti dalla Banca.

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9. L’estinzione anticipata di un prestito personale.

Il prestito personale può essere estinto anticipatamente, sia totalmente che parzialmente. Per fare ciò bisogna rimborsare alla Banca il capitale residuo e gli interessi maturati. Per il prestito al consumo dal 1° giugno 2011 la penale di indennizzo per estinzione anticipata a carico del cliente è del’1% del capitale rimborsato in anticipo, se il prestito ha una vita residua superiore all’anno, dello 0.5% se inferiore. La penale non può superare l’ammontare degli interessi residui che maturerebbero alla scadenza naturale. Non è applicabile nessuna penale se il debito residuo è pari o inferiore a € 10.000.

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10. Esiste la possibilità di tutelarsi contro l’impossibilità di pagare le rate?

Sì. Esistono polizze assicurative chiamate genericamente ‘credit protection insurance’ che tutelano il cliente e la sua famiglia, contro gli eventi imprevedibili che possono comportare l’impossibilità di far fronte ai propri impegni finanziari, quali morte, invalidità totale permanente, inabilità temporanea totale, ricovero ospedaliero, malattia grave e perdita d’impiego.

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