Informativa al pubblico

Cessioni e Cartolarizzazioni

Libretti di deposito bancari o postali al portatore

Si informa la clientela che, con l’emanazione del Decreto di recepimento della Quarta Direttiva Antiricilaggio (D.Lgs. n. 90/2017), del 25 maggio 2017 sono state apportate modifiche alle disposizioni circa l’utilizzo di denaro contante, titoli al portatore, assegni e libretti al portatore di cui all’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231.
In particolare, a decorrere dal 4 luglio 2017 è ammessa esclusivamente l’emissione di libretti di deposito, bancari o postali, nominativi ed è vietato il trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore che, ove esistenti, sono estinti dal portatore entro il 31 dicembre 2018 (comunicato MEF). 
Si invita pertanto la clientela attualmente in possesso di libretti al portatore ad effettuare improrogabilmente entro la data indicata le necessarie operazioni al fine di non incorrere in sanzioni.
Si ricorda che la violazione della prescrizione di cui all’articolo 49 comma 12 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 500 euro.

Firma grafometrica

La Banca Agricola Popolare di Ragusa ha introdotto presso le proprie filiali un nuovo servizio di firma elettronica avanzata per le contabili di sportello che sarà progressivamente esteso anche per la sottoscrizione dei contratti di tutti i prodotti commercializzati.
Il Servizio consente, utilizzando un Tablet, di sostituire il formato cartaceo delle contabili relative alle operazioni eseguite in filiale e dei contratti sottoscritti, con documenti elettronici.
Il Servizio, gratuito ad adesione facoltativa e revocabile in Filiale in qualunque momento, permette al cliente di apporre la propria firma su tablet al posto della tradizionale firma disponibile tramite il servizio di internet banking e/o via email. Il cliente può sempre chiedere alla filiale una copia cartacea dei documenti sottoscritti e della dichiarazione di accettazione delle condizioni di servizio.

Pagamento tardivo degli assegni

Gentile Cliente,
Il pagamento tramite assegno bancario è diventato più sicuro grazie alla Centrale di Allarme Interbancaria, istituita per elevare il grado di sicurezza ed efficienza della circolazione dell’assegno escludendo dal sistema dei pagamenti, per almeno sei mesi, tutti coloro che hanno emesso assegni senza autorizzazione o senza fondi.
La legge prevede infatti che venga avviata la procedura sanzionatoria amministrativa e la “revoca di sistema” nei confronti del traente di un assegno bancario che, all’atto dell’emissione, risulti privo di autorizzazione ovvero che al momento della presentazione al pagamento, presso una stanza di compensazione ovvero in via telematica (check truncation), non risulti coperto da fondi.
Mentre nel caso di emissione di assegno senza autorizzazione l’illecito si perfeziona all’atto della sua emissione e non è sanabile, nel caso di emissione di assegno senza fondi le sanzioni amministrative e la “revoca di sistema” possono essere evitate solo dando prova della corresponsione, in favore del legittimo beneficiario, oltre che dell’importo facciale del titolo, degli ulteriori oneri accessori previsti dalle vigenti disposizioni (penale pari al 10% dell’importo non pagato, interessi ed eventuali spese per il protesto).
Nel rimandarLa ai chiarimenti più sotto riportati, desideriamo attirare la Sua attenzione sul fatto che nel caso di assegni bancari risultati non pagati per mancanza di fondi al momento della presentazione al pagamento, sia essa telematica o materiale, il successivo pagamento del solo importo facciale del titolo (in qualunque momento tale pagamento avvenga e quand’anche idoneo ad evitare il protesto) non è sufficiente ad evitare l’iscrizione in CAI e le altre consequenze sanzionatorie in mancanza del pagamento degli ulteriori oneri previsti dalla legge n. 386/1990 e successive modifiche e integrazioni.
Al maggiore chiarimento, si riporta la seguente informativa riguardante alcuni aspetti dell’applicazione della “Disciplina sanzionatoria degli assegni bancari” (legge 15 dicembre 1990, n. 386; D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507; Decreto Ministero Giustizia n. 458 del 7 novembre 2001; Regolamento della Banca d’Italia del 29 gennario 2002 e successive modifiche nonchè i successivi chiarimenti interpretativi forniti da tale Organo in materia).
Secondo quanto previsto dalle disposizioni, nel caso di emissione di assegno senza provvista l’illecito si perfeziona al momento della presentazione al pagamento dell’assegno effettuata in tempo utile e cioè entro i termini di legge; la presentazione al pagamento può essere telematica -check truncation- per assegni fino a € 3.000, oppure materiale -in stanza di compensazione- per assegni di importo oltre € 3.000.
Da quando si perfeziona l’illecito, solo dando prova del pagamento tardivo nei termini e con le modalità fissati dalla legge, il traente può evitare l’avvio a suo carico della procedura sanzionaria amministrativa e la revoca di ogni autorizzazione ad emettere assegni per sei mesi conseguente all’iscrizione nell’Archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento (CAI); il pagamento tardivo, per essere completo in termini di legge, deve comprendere una penale pari al 10% dell’importo non pagato, interessi ed eventuali spese per il protesto o per la constatazione equivalente (c.d. oneri accessori).
Qualora all’atto della presentazione telematica dell’assegno nel conto non risultino fondi sufficienti la banca provvece a comunicare alla banca negoziatrice il mancato pagamento con appropriata motivazione, chiedendo l’invio materiale dell’assegno.
A ricezione dell’assegno, svolti i controlli di regolarità, la banca deve confermare la precedente comunicazione di impagato e verificare la situazione del conto, così procedendo:
– Se sul conto sono stati costituiti fondi sufficienti per il pagamento tardivo dell’importo facciale dell’assegno più i previsti oneri accessori, la banca, su specifica disposizione del correntista in merito al pagamento di detti oneri, provvede ad addebitare il conto e a riconoscere l’importo totale alla banca negoziatrice in favore del cedente, estinguendo l’assegno.
– Se sul conto vi sono fondi sufficienti per il solo pagamento dell’importo facciale dell’assegno, oppure in difetto di specifica disposizione del correntista in merito al pagamento degli oneri accessori, la banca provvede ad addebitare il conto ed a riconoscere l’importo facciale alla banca negoziatrice in favore del cedente all’incasso, restituendo nel contempo l’assegno alla negoziatrice stessa con l’annotazione attestante il mancato pagamento degli oneri accessori. La banca procede altresì all’invio al traente del preavviso di revoca previsto dalla legge.
Modalità del tutto analoghe a quelle sopra descritte ai punti 1 e 2 vengono seguite nel caso di mancato pagamento di un assegno presentato materialmente presso una stanza di compensazione. 

Linee guida per la valutazione degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie

Nuove regole per la prevenzione e gestione delle crisi bancarie

Dal 1 gennaio 2016 anche in Italia ha trovato piena applicazione la Direttiva 2014/59/UE “BRRD” (Bank Recovery and Resolution Directive), che ha introdotto nuove regole comuni a tutti i paesi dell’Unione Europea per prevenire e gestire eventuali crisi bancarie.
Le nuove norme, in particolare, hanno lo scopo di limitare la probabilità che si verifichino delle gravi crisi bancarie, rafforzando le misure preventive a cui ogni banca dovrà attenersi anche in assenza di segnali negativi. Se nonostante il rafforzamento delle attività preventive la crisi di una banca dovesse comunque manifestarsi, le Autorità preposte (Banca Centrale Europa e Banca D’Italia) avranno a disposizione vari strumenti di risoluzione tra i quali, in ultima istanza, il cosiddetto “Bail-In” (salvataggio interno).
Cos’è il Bail-in. In caso di gravi difficoltà finanziarie degli Istituti di credito, saranno gli stessi azionisti, obbligazionisti e correntisti a contribuire al salvataggio della propria banca, ad eccezione di coloro che detengono un deposito inferiore a 100 mila euro e che continuerà ad essere integralmente protetto dal Fondo di Garanzia dei depositi.
Gli strumenti finanziari soggetti al bail-in verranno coinvolti secondo la seguente gerarchia: azioni e strumenti di capitale; titoli subordinati; obbligazioni; depositi superiori ai 100.000 euro.
Cos’è il Cet 1 (Common Equity Tier 1). L’entrata in vigore delle nuove normative europee sulle crisi bancarie ha reso particolarmente importante conoscere lo stato di solidità della banca cui affidare i propri risparmi. Uno dei principali indicatori per misurare la solidità di una banca è il CET 1 (Common Equity Tier 1), ovvero il rapporto tra patrimonio di vigilanza e il totale delle attività ponderate per il rischio. Quanto più elevato è questo valore, tanto maggiore è la capacità della banca di affrontare eventuali scenari negativi.
Approfondimenti. Per ulteriori approfondimenti è possibile collegarsi al sito istituzionale della Banca d’Italia o visitare il sito dell’ABI per scaricare la guida “In altre parole…Tu e il bail-in” disponibile anche in versione cartacea, fino ad esaurimento delle scorte, presso tutti gli sportelli della banca.