Previdenza integrativa


Con la Legge 335 dell'8 agosto 1995, che modifica il DLgs. 124 del 21 aprile 1993, nascono i Fondi Pensione al fine di consentire un vero decollo della Previdenza Complementare:

  • Ai fondi pensione possono accedere tutti i lavoratori sia pubblici sia privati, autonomi e liberi professionisti, soci di cooperative.
  • L'adesione ai fondi è volontaria, anche se nel futuro un'ulteriore riforma del sistema pensionistico potrebbe rendere obbligatoria tale facoltà.
  • All'atto della pensione, che coinciderà con l'età pensionabile prevista dal sistema pubblico, parte del capitale, fino ad un massimo del 50%, potrà essere incassato mentre il restante dovrà essere trasformato in una rendita vitalizia reversibile a favore, ad esempio, del coniuge.

I fondi pensione si dividono in due categorie:

  • FONDI PENSIONE CHIUSI, ai quali possono accedere solo i lavoratori appartenenti ad una determinata categoria contrattuale (es.chimici, metalmeccanici, ecc.) o associazione di categoria.
  • FONDI PENSIONE APERTI, ai quali possono accedere tutti i lavoratori senza alcuna limitazione e con il particolare vantaggio di poter scegliere un fondo pensione in funzione della fiducia che si ha nel gestore e nella possibilità che lo stesso offre di poter acquistare altri prodotti finanziari per una gestione integrata del proprio patrimonio.

I vantaggi fiscali
L'adesione ad un Fondo Pensione Aperto offre concreti vantaggi fiscali.

Un lavoratore Autonomo ed un Libero Professionista possono dedurre i versamenti al Fondo Pensione, attualmente, fino ad un massimo del 12% del reddito e fino a 5.164,00 €.

Per i lavoratori dipendenti è previsto il versamento al Fondo di una quota dell'importo annuo maturato come trattamento di fine rapporto (TFR) cui possono aggiungersi un contributo del datore di lavoro e un contributo del dipendente, ciascuno nel limite del 2% della retribuzione e con un massimo deducibile di 1.291,00 € all'anno.